Gruppi volontari

In tutti i nostri paesi esistono diversi gruppi, costituiti formalmente oppure spontanei, che in diverse occasioni dell’anno promuovono, organizzano e animano incontri, feste, tornei, gite, corsi di formazione, spettacoli, teatri, serate a tema, sagre, eventi sportivi, culturali, artistici, musicali, ecc.

Molte persone offrono il loro impegno a pi gruppi e donano buona parte del loro tempo libero al servizio degli altri senza nessun fine di lucro, solo perché credono al valore di ciò che fanno. I nostri paesi devono moltissimo a questa numerosa schiera di volontari che, chi più in vista, chi più nel nascondimento, impiegano tempo, forze, risorse ed energie per creare occasioni di aggregazione sana, vivace, bella e arricchente, preziose sia per i residenti che per i turisti.

Alcune di queste attività hanno anche un risvolto sociale, perché ci si mette al servizio degli altri in un’ottica educativa o di aiuto e sostegno alle persone: si pensi ad alcune proposte rivolte ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, alle famiglie; a chi ha bisogno di ascolto, accoglienza, attenzione, integrazione; alle persone sole, anziane o fragili.

Alcuni di questi volontari operano direttamente all’interno delle proposte parrocchiali e il loro servizio è accennato nelle varie sezioni di questo sito. A tutti va il nostro apprezzamento e la nostra gratitudine.

Avvisi

La Parola è la mia casa: Devo essere il migliore! Il dramma di chi passa la vita a competere con gli altri (XXV dom TO anno B)

La Parola è la mia casa: Devo essere il migliore! Il dramma di chi passa la vita a competere con gli altri (XXV dom TO anno B)

I testi della liturgia del 19 settembre da www.chiesacattolica.it

Il commento alle letture
(da cajetanusparvus.com)

Devo essere il migliore! Il dramma di chi passa la vita a competere con gli altri

di p. Gaetano Piccolo

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La forza della paura

Quando davanti a noi ci sono i segni della morte è difficile sperare nella risurrezione. Quando attraversiamo il tempo dell’ingiustizia e del dolore innocente, il tempo della sofferenza gratuita e dell’oppressione, è difficile continuare a sperare e ad avere fiducia. Tutto sembra finito. È il tempo del buio.

Così, quando Gesù parla della sua passione, i discepoli si concentrano su quell’orizzonte di morte. Quella parola risuona nel loro cuore con più forza della promessa della risurrezione. Anche nella nostra vita, quando attraversiamo momenti difficili, siamo più inclini a dare spazio alla tristezza e allo sconforto e facciamo fatica a rimanere fermi nella certezza che Dio non ci abbandona.

La sofferenza del giusto

Il tempo del buio, come viene descritto dal libro della Sapienza, nella prima lettura di questa domenica, è spesso il tempo dell’ingiustizia, quello in cui il giusto è messo alla prova: quante volte ci siamo ritrovati a pensare che sono proprio i buoni a essere spesso trattati male dalla vita e dagli altri? Quante volte ci siamo ritrovati a pensare che, al contrario, quelli che sono spregiudicati, violenti e cattivi sembrano avere sempre la meglio?

Il testo della Sapienza descrive con sorprendente realismo i tratti della cattiveria umana: il giusto è messo alla prova solo perché con il suo comportamento infastidisce, ricorda infatti al cattivo come dovrebbe essere, come si può essere migliori. Quando il cattivo non ci riesce, allora pensa di risolvere il problema eliminando chi gli fa da specchio.

In questo brano il cattivo è anche il potente, colui che ha il potere di fare del male. Anzi, questo male lo commette solo per il gusto sadico di vedere fin dove il giusto resiste. La storia ci ha insegnato purtroppo come si può diventare disumani!

La solitudine di Gesù

Se abbiamo nella mente questo testo del libro della Sapienza, il passo del Vangelo di Marco ci fa percepire ancora di più tutto il dolore di Gesù. Gesù prova infatti a condividere con i discepoli, cioè con i suoi amici, con le persone che gli stavano più vicino, il suo dolore. Eppure, i discepoli, invece di esprimere la loro compassione, rivelano tutta la loro distanza: il loro cuore è da un’altra parte, rigettando il Maestro nella sua più profonda solitudine.

Il testo di Marco dice infatti che la reazione dei discepoli davanti alla sofferenza di Gesù è quella di discutere tra loro su chi fosse il più grande. Si tratta di una vera e propria disputa, come mette in evidenza il verbo usato da Marco: è il verbo della dialettica, dell’arte di presentare ragioni convincenti per vincere nella discussione!

Nel momento in cui il Maestro sta condividendo il suo dolore per una morte imminente, i discepoli cominciano a pensare chi potrà sostituirlo! La disumanità si esprime in tanti modi: i discepoli cercano di dimostrare tra loro chi è il più abile per candidarsi alla sostituzione del Maestro, che di lì a poco potrebbe essere fatto fuori.

La scuola della competizione

Non ci meravigliamo, non è un atteggiamento insolito. Tutti noi frequentiamo e conosciamo ambienti dove la dinamica fondamentale è quella della competizione. In molti luoghi si sgomita e si diffama l’altro solo per avere più spazio per emergere.

Del resto siamo stati abituati fin da piccoli a questa competizione: fin dai primi anni di scuola ci hanno fatto credere che l’obiettivo della vita sia quello di emergere sugli altri. Abbiamo imparato a mettere in atto strategie per eliminare i potenziali avversari. Ci siamo nutriti di gelosie, di invidie, di critiche, quando i migliori non eravamo noi.

E così siamo cresciuti nella convinzione demoniaca che l’altro è un avversario da eliminare: molte nostre interazioni si fondano su questo obiettivo. Per emergere, dobbiamo distruggere. Dobbiamo emergere, altrimenti non valiamo niente.

È la convinzione che Satana instilla dentro di noi affinché gli esseri umani si distruggano a vicenda, facendo essi stessi il lavoro sporco. Entriamo così in una voragine di competizione che in realtà ci lascia sempre vuoti, non ci soddisfa mai, creando al contrario dentro di noi un atteggiamento sempre più brutale nei confronti degli altri.

Lasciarsi abbracciare

Davanti a questo comportamento dei discepoli, Gesù non chiede compassione per sé, non reclama attenzione, ma coglie l’occasione per insegnare al contrario quale sia il vero senso della vita: prende un bambino e lo abbraccia!

Il bambino è una persona disarmata, inerme, debole. Non può fare grandi cose, ma può lasciarsi abbracciare. Lo scopo della vita allora non è conquistare spazi, ma lasciarsi abbracciare da Dio, riconoscendo la propria piccolezza. In genere, infatti, chi non riconosce la propria fragilità, non si lascia neanche abbracciare da Dio. Vogliano tutti essere grandi, adulti, sicuri di noi, e piano piano allontaniamo Dio dalla nostra vita.

Ma quel bambino rappresenta anche tutti quelli che stanno intorno a noi e che di solito vediamo come avversari: in realtà, a ben guardare, scopriremo che sono tutti bambini da accogliere. Sappiamo bene oggi che dietro un adulto violento e aggressivo c’è un bambino che non è stato abbracciato.

Gesù ci invita a cambiare lo sguardo su di noi e sugli altri. Ci chiede di non essere in competizione con noi stessi, ma soprattutto di non vedere l’altro come l’avversario da eliminare: questo è un pensiero demoniaco! L’altro, dice Gesù, è un bambino da accogliere.


Il vangelo in poche parole

«Gesù dice: Voi non accogliete veramente il bambino, perché è incapace di imporsi. È troppo insignificante per voi. Ebbene ascoltate: Io mi trovo là dove si trova chi è incapace di farsi valere».

p. Romano Guardini

Altri commenti affidabili, semplici, profondi

Caritas Como: www.caritascomo.it (testo)
mons. Pierbattista Pizzaballa: www.lpj.org (testo)
Stefania Monti: www.ilregno.it (testo)
p. Fernando Armellini: www.settimananews.it (video; testo)
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don Claudio Doglio: www.symbolon.net (testo)
p. Gaetano Piccolo: cajetanusparvus.com (testo)
Acli.it: vivere la domenica (testo)
sr. Mariangela Tassielli: cantalavita.com (testo)
Ileana Mortari (teologa): www.chiediloallateologa.it (testo)
Wilma Chasseur (teologa ed eremita): www.incamminocongesu.org/ (testo)
Comunità monastica Dumenza: www.monasterodumenza.it (testo)
madre Maria Francesca Righiwww.toscanaoggi.it (testo)
Paolo Curtaz: www.tiraccontolaparola.it (testo, audio, video)
don Tonino Lasconi: www.paoline.it (testo)
don Marco Pozza: www.sullastradadiemmaus.it (testo)
don Augusto Fontana: sestogiorno.it (testo)
Lis - Video commento lingua italiana dei segni: www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php (video)
Evangeli.net: Commento e breve spiegazione teologica in meno di 450 parole (testo)

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Comunità Kairòs: Lectio (testo)
Carmelitani: Lectio divina quotidiana (testo)
Comunità monastica Dumenza: www.monasterodumenza.it (testo)
Sorelle povere di Santa Chiara: www.clarissesantagata.it (testo)
Abbazia di Pulsano: www.abbaziadipulsano.org (testo, audio)
Combonianum.org: Lectio divina (testo)
Sezione apostolato biblico: www.lapartebuona.it (testo)
Lectio Parola festiva: meditarelaparola.blogspot.com (testo)

 

18/09/2021 Categoria: Torna all'elenco