Gruppi volontari

In tutti i nostri paesi esistono diversi gruppi, costituiti formalmente oppure spontanei, che in diverse occasioni dell’anno promuovono, organizzano e animano incontri, feste, tornei, gite, corsi di formazione, spettacoli, teatri, serate a tema, sagre, eventi sportivi, culturali, artistici, musicali, ecc.

Molte persone offrono il loro impegno a pi gruppi e donano buona parte del loro tempo libero al servizio degli altri senza nessun fine di lucro, solo perché credono al valore di ciò che fanno. I nostri paesi devono moltissimo a questa numerosa schiera di volontari che, chi più in vista, chi più nel nascondimento, impiegano tempo, forze, risorse ed energie per creare occasioni di aggregazione sana, vivace, bella e arricchente, preziose sia per i residenti che per i turisti.

Alcune di queste attività hanno anche un risvolto sociale, perché ci si mette al servizio degli altri in un’ottica educativa o di aiuto e sostegno alle persone: si pensi ad alcune proposte rivolte ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, alle famiglie; a chi ha bisogno di ascolto, accoglienza, attenzione, integrazione; alle persone sole, anziane o fragili.

Alcuni di questi volontari operano direttamente all’interno delle proposte parrocchiali e il loro servizio è accennato nelle varie sezioni di questo sito. A tutti va il nostro apprezzamento e la nostra gratitudine.

Avvisi

@ Diario di un prete: Storia di una borraccia col “cappottino” blu

@ Diario di un prete: Storia di una borraccia col “cappottino” blu

Ci sono studi importanti sul valore simbolico degli oggetti. Ma prima ancora, in ossequio al proverbio primum vivere deinde philosophari, c’è l’esperienza di ciascuno. Chi non possiede un oggetto che ha valore economico quasi nullo, ma che reputa di valore inestimabile per ciò che esso evoca, esprime, ricorda? Ecco, ciò che voglio raccontare ha inizio nell’estate 1994, a Ortisei, in Val Gardena.

È l’anno dei mondiali di calcio USA ’94, delle emozioni delle giocate di Roberto Baggio, del bergamasco Beppe Signori, della sconfitta ai rigori in finale con il Brasile. Ricordo quell’estate perché in montagna con la mia famiglia c’erano anche i nonni e gli zii.

Con lo zio Giorgio, fratello gemello di mia mamma e medico come lei (e come papà) vedevo tutte le partite e partivo la mattina, insieme con la zia Anna (lei non è medico, è farmacista..) per le camminate in quelle vallate splendide dell’Alto Adige. Avevo terminato la quarta elementare.

La borraccia come premio per la promozione

Una mattina, guardando le vetrine del negozio di abbigliamento e di attrezzature da montagna che mi piaceva, vidi quella che chiamai “la borraccia col cappottino blu”. Una semplice borraccia in metallo, nulla di che, ma con una forma che mi piaceva e con quel rivestimento in lana, chiuso da cerniera, che permetteva di mantenere fresco il contenuto. La guardai per diversi giorni e, piacendomi, chiesi di poterla avere in regalo. I miei genitori risposero: “L’anno prossimo hai gli esami di quinta elementare, Alberto. Se ti impegni, la compreremo”.

Anno 1995, estate, a  Ortisei. Arrivato per le vacanze, dopo il primo rito della mia personale tradizione (che tuttora mantengo quando passo da quelle parti all’ombra del Sassolungo), che prevede una bella fetta di “sachertorte” con panna al barettino in centro, raggiungo il negozio dove spero di trovare ciò che aspetto da tempo.

Lo sguardo curioso di un bambino del Cre dell’oratorio

In bella mostra, in vetrina, ecco la borraccia con il cappottino blu. Stavolta non mi sfugge: entro con mamma e papà e mi compro il regalo per la promozione all’esame di quinta elementare. Anno 2021, gita del CRE in montagna.

Un bambino vede la mia borraccia: “Cos’è don? È la tua borraccia? Bella, ma quanti anni ha?”. “Ha 26 anni”, rispondo sorridendo, “ed è il mio regalo per la promozione all’esame di quinta elementare!”. Il bambino mi guarda stranito. Faccio mente locale e, intuendo di essere ancora dell’antico testamento, scolasticamente parlando, spiego cosa fosse l’esame di quinta elementare.

Tenendo la borraccia in mano, poco dopo, mi domando quanto valga per me. Tanto, tantissimo. Perché quando guardo quella borraccia “con il cappottino blu”, che mi accompagna dal 1995, rivedo la mia vita, gli anni da bambino, i nonni oggi in Paradiso, il cammino di Seminario, che quando prevedeva uscite in montagna era accompagnato dalla fedele borraccia.. e questi anni da prete. Mi fa bene guardarla e spero tanto, tra molti anni, se Dio lo vorrà, di rileggere con riconoscenza ciò che è stato, togliendo dallo zaino, per dissetarmi, quella vecchia borraccia col cappottino blu.  

Don Alberto Varinelli


Da www.santalessandro.org

14/08/2021 Categoria: Torna all'elenco